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La gestione del tempo è questione pivotale per il giovine che voglia diluirsi nel flusso delle tendenze piuttosto che seguir virtute e canoscenza o anche solo esaurirsi in personali gioie.
Emerge il problema di ritagliarsene quanto più possibile, al netto di quello speso per lavorare, dormire, approvvigionarsi di cibo e acqua, espellere scorie (attività  per ora, nostro malgrado, irrinunciabili).

Il giovane suddetto incontra numerosi ostacoli al conseguimento di tale obiettivo, mi riferisco naturalmente alle decine di tediose incombenze quotidiane che prese nel loro insieme costituiscono un'odioso ammontare di tempo non remunerato, scarsamente ricreativo e per nulla creativo, propedeutico al mero mantenimento di uno status che non solo non evolve, ma sembra richiedere sempre più sforzi man mano che si va avanti.

spolvera, palestra, pulisci l'hard-disc, la barba, sostituisci i sali anti-umidità , aggiorna il software, fai benzina, stampa i moduli, cestina lo spam, la doccia, cataloga le lettere, passa in farmacia, taglia le unghie, crema viso, crema mani, travasa dal contenitore A al contenitore B, il jala-neti, igiene orale, prepara la borsa, stretching, ingoia le vitamine, controlla le previsioni del tempo, disfa la borsa...

l'unica soluzione realisticamente praticabile è il sovrappensiero(*). ma l'idea di addestrarsi all'offuscamento della propria consapevolezza è a dir poco aberrante, sempre che non si voglia considerarla una sfida a portare il proprio "awareness" ad un livello di maggior raffinatezza.

(*)riflettere in maniera costruttiva durante l'espletamento di queste infide menate.