breve invito a procrastinare
Una breve conversazione con il signor M - che per ora preferisce restare anonimo - ha finalmente innescato la cristallizzazione di un concetto che avevo in sospensione nella mente da qualche tempo... presente quelle intuizioni vaghe che un bel giorno si formalizzano in un pensiero esprimibile? in breve: procrastinare non è poi così riprovevole o deleterio come loro* vorrebbero farci intendere anzi, in quest'ottica rinnovata rimandare diviene una pratica necessaria e insostituibile.
Ma è bene precisare... questo capita quando si ha un atteggiamento religioso nei confronti dei propri propositi, se si ammanta con sacrale reverenza ogni progetto per il solo fatto di averlo concepito, tanto da considerare blasfema anche solo l’idea di accantonarne qualcuno... è qui che la procrastinazione diventa, strano a dirsi, la soluzione nella forma del più efficace dei filtri: rinviare un progetto (magari balenato sull’induzione di chissà quale malsano condizionamento) per un adeguato periodo di tempo è come metterlo in un brodo di coltura: germinerà solo se dotato di un corredo genetico sufficientemente ricco (non si badi troppo al parallelo biologico) mentre altri non sopravviveranno al processo: l'interesse perderà consistenza, l'entusiasmo sfumerà, non per autoimposizione ma spontaneamente, e il soggetto non avrà alcuna ripercussione sulla psiche, non pensarà di aver fallito nel non perseguire i suoi obiettivi: li avrà semplicemente abbandonati perchè non più degni di interesse.
Procrastinare è programmare una una selezione naturale che permette di concentrasi solo sulle idee realmente meritevoli di essere realizzate.
Purtroppo i tempi moderni, nella forma (per es.) di famigerati blog di auto-realizzazione o libercoli sull'inseguimento del successo, tentano di convincerci che procrastinare sia una malattia, un morbo dagli effetti paralizzanti, un assassinio del tempo, un’onda di marea che ci schianta contro gli scogli della frustrazione, un autoinganno.
*loro lo sanno chi sono... Add new comment
religulous
durante le ore in cui il sole si fa più micidiale ho visto Religulous, un documentario comico che mr.G mi consigliava già da tempo.
intervista ad un senatore dell'Arkansas Bill Maher: "you're a senator. you are one of the very few people who are really running this country. lt worries me that people running my country believe in a talking snake." questa frase mi è piaciuta particolarmente, sopratutto la parte finale: "The only appropriate attitude for man to have about the big questions is not the arrogant certitude that is the hallmark of religion, but doubt. S.F.H.G. (Sci-Fi Hidden Gems)
piccola guida al cinema di fantascienza non mainstream degli ultimi anni, ovvero i film che la grossa distribuzione ha tristemente dribblato (o quasi) ma che ogni sci-fi-aholic* dovrebbe recuperare per vivere felice.Il talento scorre copioso nelle vene del giovane Duncan Jones, figlio d'arte di tanto padre. Il suo crescente successo lo porterà presto a compromettersi ma nel frattempo sta lavorando più che egregiamente. Consigliatissimi i suoi due lungometraggi Moon (2009) e Source Code (2011). Terminiamo, per completezza, con un warning: non tutti i film semi-sconosciuti sono per forza belli... se durante la ricerca di gemme dimenticate doveste imbattervi nei seguenti titoli: Ultimatum alla Terra (The Day The Earth Stood Still, Scott Derrickson, 2008), Invasion (Oliver Hirschbiegel, 2007), Mimzy, il segreto dell'universo (The Last Mimzy, Robert Shaye, 2007)... ove presenti, i link puntano a recensioni scritte da me o da miei amici :)
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| blog - slovomondo |
mi sono imbattuto, come ci si imbatte di questi tempi in queste cose, nel concetto di wabi-sabi

leggendo?parlando? no. facendo zapping su youtube. strada poco ortodossa e sub-culturale per arrivare al wabi-sabi ma grande è l'esaltazione per le opportunità offerte dall'informazione interconnessa (il web).
ne parlava in un intervista brian molko, che ci si è imbattuto anche a lui recentemente.

wabi-sabi è la quintessenza dell'estetica giapponese, meglio: una filosofia di vita che si traduce anche nell'estetica.
è trovare la bellezza nell'imperfezione, nella temporaneità, nell'incompletezza. è la bellezza delle cose modeste e inconvenzionali. è l'accettazione pacifica del naturale ciclo di crescita e decadenza.
si pensi all'assimmetria di un manufatto, alle disomogeneità che lo rendono un pezzo unico... contrapposto alla fredda ed inanimata perfezione di un prodotto industriale. la serena malinconia data dalla vista di un palazzo abbandonato e invaso dai rampicanti.
la rassicurante eccentricità di un neo su un bel viso, così accomunante, così naturalmente umano.

capito? è la bellezza nel difetto... ma come può il giovane di oggi trarre giovamento dal wabi-sabi?
il giovane, invischiato in quella fase (della vita) dove si è prede di ogni tendenza o forza esterna, è spesso vittima inconsapevole di un condizionamento (mass-mediatico) che lo fa concorrere ad una folle corsa verso la perfezione.
un viso perfetto su un corpo perfetto, la macchina e la moto performanti, gli abiti in stile, l'ultimo smartphone sul mercato, il lavoro dinamico, la vacanza ideale, il partner dei sogni, una vita come da copione...
la pura e semplice impossibilità statistica di simili obbiettivi trascina il nostro giovane in uno stato di persistente frustrazione e infelicità.
ma il wabi-sabi ci insegna una lezione illuminante e catartica: ciò che ci rende unici sono i nostri difetti e la nostra mutevolezza ed è bello ciò che è unico e temporale, assimmetrico, decadente.
la perfezione è ripetibile, l'imperfezione è di gran lunga più interessante.
eureka! non appena abbraccierò il wabi-sabi tutte le mie macchie diverranno decorazioni, i miei difetti medaglie al valore, la mia inconsistenza una celebrazione al ciclo della vita, tutte quelle cose che ho lasciato a metà sembreranno d'incanto bellissime...
...
ma mentre nella mia testa ogni flusso vibrava in festa per la recente epifania un omino se ne stava seduto in disparte, l'espressione poco convinta, reggendosi il mento con la mano.
il solito scontento guastafeste? eppure... è sua la vocina, puntualmente inascoltata, dei consigli più saggi.
almeno sentiamo che ha da dire... e vado da lui: "cosa non ti convince?"
l'omino perplesso: "...(sospiro)... vedi..."
continua...
(oppure no, se questo post è 侘寂)
and yet... it couldn't end better
what did you expect to happen?
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who is Keyser Söze?
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