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breve invito a procrastinare

Una breve conversazione con il signor M - che per ora preferisce restare anonimo - ha finalmente innescato la cristallizzazione di un concetto che avevo in sospensione nella mente da qualche tempo... presente quelle intuizioni vaghe che un bel giorno si formalizzano in un pensiero esprimibile? in breve: procrastinare non è poi così riprovevole o deleterio come loro* vorrebbero farci intendere anzi, in quest'ottica rinnovata rimandare diviene una pratica necessaria e insostituibile.
Mi spiego. Per alcuni la mente corre più veloce della determinazione a realizzare ciò che da essa scaturisce: questi sfortunati concepiscono idee in continuazione ma difettano della volontà o capacità organizzativa per metterle in pratica man mano.
I tapini si ritrovano con una to-do-list chilometricha e persistente che alimenta un senso di frustrazione che a sua volta ingolfa la motivazione per cominciare a “spunciarla”. un circolo vizioso.

circolo vizioso

Ma è bene precisare... questo capita quando si ha un atteggiamento religioso nei confronti dei propri propositi, se si ammanta con sacrale reverenza ogni progetto per il solo fatto di averlo concepito, tanto da considerare blasfema anche solo l’idea di accantonarne qualcuno... è qui che la procrastinazione diventa, strano a dirsi, la soluzione nella forma del più efficace dei filtri: rinviare un progetto (magari balenato sull’induzione di chissà quale malsano condizionamento) per un adeguato periodo di tempo è come metterlo in un brodo di coltura: germinerà solo se dotato di un corredo genetico sufficientemente ricco (non si badi troppo al parallelo biologico) mentre altri non sopravviveranno al processo: l'interesse perderà consistenza, l'entusiasmo sfumerà, non per autoimposizione ma spontaneamente, e il soggetto non avrà alcuna ripercussione sulla psiche, non pensarà di aver fallito nel non perseguire i suoi obiettivi: li avrà semplicemente abbandonati perchè non più degni di interesse.

Procrastinare è programmare una una selezione naturale che permette di concentrasi solo sulle idee realmente meritevoli di essere realizzate.
Procrastinare è permettere al tempo di assegnare la giusta dimensione alle cose, eventualmente una infinitesimale quindi trascurabile.

Purtroppo i tempi moderni, nella forma (per es.) di famigerati blog di auto-realizzazione o libercoli sull'inseguimento del successo, tentano di convincerci che procrastinare sia una malattia, un morbo dagli effetti paralizzanti, un assassinio del tempo, un’onda di marea che ci schianta contro gli scogli della frustrazione, un autoinganno.
L'uomo accorto sa bene che questi altro non sono che i messaggi subliminali del libero mercato, di quel modello diabolico che vuole l’uomo produttivo, operativo, scattante, ricco di iniziativa e risorse da sacrificare a committenti e dirigenti... noi prendiamo le distanze dalle insidie del pensiero capitalista, da persone intelligenti quali siamo, rifiutando categoricamente di ricalcare le nostre esistenze su scadenziari militari di impostazioni di carriera... cogliendo l'attimo del cazzeggio.

procrastinators unite... tomorrow

*loro lo sanno chi sono...

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